Con le tante navi giunte a Taranto la scorsa estate, nel corso dell’operazione Mare Nostrum, abbiamo visto sbarcare nella nostra città migliaia di persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, la maggior parte delle quali trasferite in altri Centri italiani ed europei.
Al di là degli importanti aspetti umanitari, vale la pena ricordare che tutte le cooperative sociali, le Caritas e le associazioni che hanno ospitato queste persone, Abfo compresa, hanno di fatto aderito ad una convenzione che prevedeva rimborsi spesa di circa 30 € per ciascuna persona ospitata al giorno, a fronte di una serie di servizi garantiti.
Per motivi di trasparenza pubblichiamo di seguito le ricevute e i relativi importi attribuiti all’Abfo.
Si sottolinea che ad oggi, ad eccezione del bando relativo al Pronto Intervento Sociale, questa è stata l’unica fonte di denaro pubblico pervenuto alla nostra associazione, intervenuta nell’emergenza Africa su richiesta della Prefettura di Taranto.
La scelta dell’Abfo di limitare il numero dei posti a circa 30-40 unità giornaliere, rinunciando ad introiti fortemente superiori e … con il massimo rispetto per chi ha pensato di accogliere persone con numeri ed introiti anche 5-6 volte maggiori, è stata dettata dalla precisa volontà di garantire il più alto livello possibile di accoglienza, dato che alla nostra sede sono state inviate soprattutto donne in avanzato stato di gravidanza e bambini piccoli. Si precisa inoltre che le somme percepite, o che prima o poi saranno percepite, hanno permesso non solo il pieno rispetto della convenzione in termini di servizi erogati, ma anche una regolare attività lavorativa a tempo determinato per circa 16 persone di Taranto, la maggior parte delle quali selezionate fra le famiglie bisognose della città.
L’operazione Mare Nostrum, sulla quale ci siamo espressi più volte in modo critico, non condividendo diverse scelte del Governo italiano, ha tuttavia offerto un discreto strumento per favorire non solo l’accoglienza di persone in difficoltà, ma anche un’occupazione lavorativa per molti connazionali, sperando con poco ottimismo che in tutta Italia si sia agito in tale direzione e con le stesse finalità.
